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FESTIVAL «A QUALCUNO PIACE... JAZZ!
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Gustando il piacere del jazz
Conclusa la decima rassegna organizzata da Altrisuoni
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Letichetta ticinese Altrisuoni ha vinto la sua prima scommessa quando, dieci anni or sono, ha pensato bene di promuovere nel modo più efficace possibile, ovvero chiamando i migliori talenti ad esibirsi alle nostre latitudini, un catalogo fin dallinizio aperto ad ogni tipo di espressione nellambito della musica improvvisata svizzera. Da allora le scommesse vinte non si contano più, e oggi Altrisuoni può tranquillamente vantarsi di aver contribuito in misura determinante allaffermazione e alla diffusione della musica prodotta nel nostro paese anche allestero, dove la qualità del jazz svizzero è sempre più apprezzata. Non solo questo, naturalmente, perché lormai nutritissimo catalogo è impreziosito dalla presenza di grandi nomi della scena internazionale come Simon Nabatov o John Abercrombie, ma questo è un altro discorso.
Dieci anni non sono pochi per un «piccolo grande festival», come ha sottolineato uno degli organizzatori sabato sera, occorre trovare la formula giusta che riesca ad attirare un pubblico più ampio di quello, notoriamente «di nicchia», che consuma abitualmente il jazz in tutte le sue molteplici forme. Una formula che la rassegna A qualcuno piace… jazz ha decisamente azzeccato da quando si è trasferita all Osteria Teatro Unione di Riva S. Vitale, luogo dincontro ideale a metà strada tra lausterità della sala da concerto e la spensierata convivialità del pub dove lottima cucina offerta dal locale, semplice e al tempo stesso creativa, si sposa a meraviglia alla musica dal vivo. Musica scelta con cura dal catalogo Altrisuoni, evitando i progetti più eclettici e particolari e puntando sulle proposte genericamente più famigliari e appetibili, le più adatte insomma ad animare due serate come quelle di venerdì e sabato per le quali la musica era come detto solo un ingrediente, anche se il più importante. Ecco quindi spiegato il successo della decima edizione del festival, idealmente dedicata al pianista Fredi Lüscher che ha partecipato a tre edizioni ed è purtroppo scomparso prematuramente lo scorso anno. Non è un caso, forse, se sono stati proprio i pianisti a dominare le due serate, a cominciare da François Ingold che ha aperto quella di venerdì alla testa del suo trio. Una proposta molto raffinata, la sua, incentrata sul potere evocativo della melodia intesa come impalpabile sussurro ispiratore e quindi intimamente francese, che mette in bella evidenza la sensibilità quasi neobarocca dei pacati slanci improvvisativi di Ingold e il sottile quanto ricercato interplay che dà forma a tutti i suoi brani originali. Più immediata ma in definitiva meno convincente la proposta del quintetto Intuition capeggiato dal pianista Michael Beck, alle prese con un ambizioso e difficile tentativo di rivitalizzare la musica del grande Lennie Tristano. Impresa riuscita solo in parte, nonostante leccellente livello dei solisti e in particolare del tenorista Domenic Landolf, come ha confermato il concerto di venerdì che in sostanza è scivolato via piacevolmente ma senza sussulti di alcun tipo, senza riuscire cioè a far «passare » elettricità verso il pubblico e quindi a farlo innamorare «a prima vista» di Tristano e della sua grande eredità artistica.
La serata di sabato era invece dedicata in qualche modo ad un jazz dispirazione mediterranea, con il ritorno a Riva S. Vitale del bravo pianista di origine napoletana ma zughese dadozione Alessandro D Episcopo che ha saputo entusiasmare con il suo trio daltissimo livello completato dal contrabbassista Hämi Hämmerli e dal batterista Elmar Frey.
Melodie napoletane ma anche convincenti riletture di celebri temi firmati da Thelonious Monk, per il concerto più «caldo» dellintera rassegna che ha chiuso nel migliore dei modi la serata. Ad aprirla ci aveva pensato il trombettista Daniel Erismann con il suo originale omaggio al jazz italiano, a Furio Di Castri, Paolo Fresu ed Enrico Rava ma anche a Domenico Modugno, che con il suo Volare dà titolo al disco che il quartetto ha presentato sabato, e ad altri trombettisti come Chet Baker e Claudio Roditi. Il programma prevedeva poi ieri quale momento conclusivo la matinée con il trio Hellmüller-Sisera- Renold organizzata con il Mendrisiotto Jazz Club.
(Sergio Albertoni)
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ARGENTIERI-BOREY-TISSOT UNITRIO
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ALESSANDRO D'EPISCOPO TRIO (FEAT. ELMAR FREY & HäMI HäM
Meraviglioso
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FRANZ HELLMüLLER, LUCA SISERA
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