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Pro-Helvetia


Pro-Helvetia finanzia la "mostra sessuale" a Vienna, scoppia la polemica.

L'artista basilese Christoph Büchel ha realizzato nel Palazzo della Secessione di Vienna un "locale per scambisti". Pro Helvetia ha contribuito con 15.000 franchi.

BERNA/VIENNA - Infuria la polemica attorno a un'esposizione artistica austriaca che vede coinvolta in prima persona la Svizzera. O meglio, il noto artista basilese di fama internazionale, Christoph Büchel.
Büchel ha realizzato all'interno del Palazzo della Secessione di Vienna, uno dei più importanti musei di tutta l'Austria, una mostra che diversi giornali hanno già definito una sorta di "bordello per scambi di coppia". Il tutto con un contributo di 15.000 franchi di Pro-Helvetia

Ma di cosa si tratta esattamente? Il museo si divide in diversi piani, all'interno dei quali si trovano alcune tra le più importanti opere dello scorso secolo. Tanto per intenderci, è qui che si trova il celebre "Beethovenfries" di Gustav Klimt. Ebbene , al pianterreno del museo, ha trovato spazio l'installazione artistica di Christoph Büchel, intitolata "Raum für Sexkultur" che in italiano suona come "Spazio per una cultura sessuale".
Camerini, materassi multipli, darkroom, separè, stanza sado-maso - In sostanza l'artista basilese ha creato un vero e proprio ambiente che assomiglia a quei locali solitamente frequentati da coppie desiderose di forti emozioni sessuali. Un'installazione che presenta camerini, materassi multipli, darkroom, separè con luci soffuse, e perfino una stanza sado-maso.
Arte sì, arte no - Quanto basta per far gridare allo scandalo. "Può essere considerato arte un club per scambisti?", si chiede l'autorevole Wiener Zeitung. Se i media locali dibattono sull'opportunità di inserire un'installazione sessuale all'interno di un museo storico, in Svizzera la polemica assume una dimensione diversa, e a scandalizzare è il fatto che Pro-Helvetia abbia contribuito a sborsare 15.000 franchi per la realizzazione della mostra, che è costata in totale 90.000 franchi.
La difesa - Marianne Burki responsabile della divisione Arti visive di Pro-Helvetia chiamata in causa ha sottolineato che Christoph Büchel "rappresenta uno dei più validi artisti contemporanei della Svizzera", e che "l'arte deve anche far discutere e originare dibattiti controversi".
L'indignazione politica - Di parere opposto invece alcune voci politiche svizzere: "È assolutamente fuori luogo che Pro Helvetia abbia finanziato una creazione di un tale cattivo gusto" ha dichiarato Christophe Darbellay, presidente del PPD svizzero. Anche il presidente del PLR, Fulvio Pelli, ha definito "problematico" il supporto di Pro Helvetia alla mostra.
Sal Feo


Commento AS:
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